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Aldo Zardi

Aldo Zardi nasce a Roccabianca nel 1920.
L’infanzia scorre tranquilla con i genitori e tre fratelli (accomunati da una grande passione per la musica) fino ai primi studi di contrabbasso al conservatorio.
Giovanissimo fonda il primo complesso musicale, appena dopo la seconda guerra mondiale, ed inizia ad esibirsi nei primi ritrovi dove l’atmosfera cupa della guerra lascia spazio alla buona musica ed al ballo. Sono gli anni del Circolo di Lettura e del Club delle Candele.
L’orizzonte musicale del gruppo si allarga e Zardi porta il suo complesso nei migliori locali dell’epoca, dalla “Porta d’Oro” di Milano al “Roof Garden” e al “Casinò”  di Sanremo.
Dopo il successo ottenuto in Italia il Maestro Zardi riesce a calcare il palcoscenico di alcuni dei più belli e rinomati locali europei. Sono gli anni del Cabaret Charles di Lussemburgo, delle sfrenate esibizioni al Moulin Rouge di Parigi, di Verbier in Svizzera, del sontuoso Palazzo imperiale di Teheran e ancora dei night club e dei locali della Germania, Olanda, Svezia, Belgio, Norvegia.
Zardi scrive canzoni, dirige, arrangia, suona, lo ricordano tutti con un violino o un sassofono nelle mani.
Nel ’70 decide che la vita di palco non fa più per lui e pone fine alla sua carriera di artista giramondo.
In questi anni fonda l’Agenzia ATAZ e stringe rapporti con gli artisti del ballo liscio della zona di Parma. Arriva anche alla sua nuova avventura, un successo crescente che lo porta ad avere rapporti con i più noti tra i musicisti dell’epoca (da Bergamini a Bagutti, da Sandrino Piva, suo grande amico, alla grande Titti Bianchi).
Fino al 1993 Zardi continuava a macinare chilometri in autostrada. Estate e inverno, ogni sera in giro, per localie balere, a sentire orchestre e scoprire talenti.
Fino al tragico incidente che a pochi chilometri da casa sua ci ha tolto per sempre la sua grande gioia di vivere e la sua infinita passione per la musica.